sabato 25 ottobre 2008

SERVIZI TG SULL' OCCUPAZIONE

Dopo le foto, posto i video dei servizi che i tg hanno mandato in onda in questi giorni.
Ringrazio Riccio per il montaggio video...



FOTO OCCUPAZIONE


Cari lettori, stamattina è terminata con successo l'occupazione del Liceo Scientifico "Pitagora: infatti ci riteniamo soddisfatti delle nostra iniziativa poichè abbiamo esteso la nostra protesta in molte scuole dell'interland cosentino. Inutile dire che anche se anche la nostra occupazione è finita, noi non smetteremo di protestare. Vi terrò aggiornato per le prossime mobilitazioni...
Come promesso, pubblico le foto della nostra impresa!!!































venerdì 24 ottobre 2008

LETTERA DELL'UDS ALLA GELMINI

Di Esecutivo nazionale [Uds Nazionale]

24-10-2008, 14:39

Questa mattina il ministro Gelmini ha iniziato le consultazioni delle associazioni studentesche sui decreti 133 e 137. La delegazione dell'Unione degli Studenti è appena uscita dalla consultazione con il Ministro Mariastella Gelmini. All'appuntamento era presente anche Valentina Aprea. Durante l'incontro gli studenti dell'UDS hanno consegnato la lettera rifiutando di sedersi al tavolo e hanno discusso con il Ministro la possibilità che i decreti vengano ritirati. Il ministro ha temporeggiato e invitato nuovamente gli studenti a leggere i suoi decreti, dando ancora una volta prova di sottovalutare l'analisi del movimento studentesco e la serietà delle associazioni con le quali ha appena cominciato la consultazione. Mariastella Gelmini non sembra quindi intenzionata a prendere seriamente gli incontro che ha appena iniziato, dimostrando ancora una volta l'approccio di questo governo nei confronti degli studenti e delle forze sociali del paese. L'UdS ha ribadito che non ci potrà essere nessun tavolo di discussione se non verrà prima ritirato il decreto 137. Queste consultazioni fittizie sono l'ennesimo tentativo del governo di imbonire l'opinione pubblica. Ecco la lettera:



Roma 24/10/2008

Egr. Ministro

Ci sentiamo costretti a manifestare tutto il nostro malessere per il metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e strumentale giro di consultazioni. E' da mesi che chiediamo la regolare convocazione del Forum delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di essere ricevuti senza né successo né sensibilità da parte Sua.

Prendiamo le distanze, quindi, da un metodo che strumentalmente mira a delegittimare il grande dissenso maturato nei confronti del d.l. 137/08 e della legge 133/08 da tutto il mondo dell'istruzione, dalle scuole elementari alle università. L'UdS è dentro questo movimento, lo sostiene ed è profondamente convinta che l'unico vero segnale di distensione sia solo ed esclusivamente l'immediato ritiro dei suddetti provvedimenti, per aprire solo dopo un tavolo di discussione profonda sulle politiche che per primi rivendichiamo per un cambiamento reale di scuola e università.

Sarebbe estremamente dannoso se il Ministro dell'istruzione, invece di prendere atto di un processo di mobilitazione ampio, plurale e democratico continuasse in modo demagogico a voler far credere all'opinione pubblica che la maggior parte degli studenti e delle studentesse sia della Sua stessa idea.

Egregio Ministro, non è così. Ci hanno dipinto come fannulloni, bamboccioni e presuntuosi, come un movimento strumentalizzato dai partiti, fomentato da estreme fazioni. Nulla di più falso.

Per questo continueremo a mobilitarci fin quando il decreto 137/08 non sarà ritirato. Il ritiro di questo provvedimento rappresenterebbe per noi un atto di grandissima responsabilità istituzionale, un atto di enorme consapevolezza del fatto che le scuole non sono riformabili se non attraverso un coinvolgimento dal basso di chi vive questi luoghi.

Vista la sollecitazione di riportare il merito delle questioni, riteniamo:

Distruttivo il taglio di circa 8 miliardi di Euro entro il 2012 che, attuato in linea con il piano programmatico del Governo (atto 36), influirà negativamente sull'organizzazione delle istituzioni scolastiche, aumentando il rapporto docente/studenti e diminuendo il monte ore settimanali per tutti gli indirizzi. Meno risorse umane ed economiche significa meno attività extra-scolastiche, laboratoriali e più in generale una più bassa qualità della didattica. Rivendichiamo, invece, un maggiore investimento sull'edilizia scolastica con un piano straordinario di 5 Miliardi di Euro in 10 anni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Un piano di intervento straordinario, tramite una legge nazionale sul diritto allo studio, per assicurare a tutti la possibilità di accedere ai livelli più alti dell'istruzione.

Un gravissimo errore l'eliminazione di fatto dell'obbligo d'istruzione a 16 anni, prevedendo la possibilità anche a soli 14 anni di intraprendere percorsi professionalizzanti, che non garantiscono la qualifica di diploma completo, valevole anche per l'accesso all'università. Proponiamo invece, in linea con alcuni sistemi scolastici europei il progressivo innalzamento dell'obbligo scolastico a 18 anni.

La presentazione del decreto 137, un atto autoritario. Siamo contro la reintroduzione del voto di condotta senza la garanzia che lo stesso non sia usato contro la nostra libertà di espressione e manifestazione. Lo statuto degli studenti già prevede, per i casi di bullismo, l'allontanamento fino alla fine dell'anno. Siamo solidali con il movimento delle scuole elementari che è contro la reintroduzione del maestro unico e la riduzione del tempo pieno. Non consideriamo sostanzialmente incisivo l'intervento in merito a cittadinanza e costituzione, a fronte di una mancanza di un monte ore specifico e una copertura finanziaria. Proponiamo invece, un serio potenziamento della partecipazione studentesca, con un ampliamento dello Statuto degli Studenti e dell'ex DpR 567/96, fondamentale provvedimento che troppo spesso viene disatteso nelle scuole. Serve quindi un potenziamento del ruolo attivo degli studenti e delle studentesse all'interno delle comunità scolastica, per questo chiediamo un potenziamento della Direzione per lo Studente, fondamentale strumento di contatto tra il ministero e la progettualità studentesca.

Necessario l'ampliamento delle convenzioni della Carta “Io Studio”, che al momento non ha ancora un dispositivo legislativo di appoggio. Questo provvedimento è frutto di un lungo lavoro che ha visto coinvolte le organizzazioni studentesche, lo riteniamo un provvedimento fondamentale per garantire un maggiore accesso e fruibilità della cultura nel nostro paese.

Siamo contrari al numero chiuso per l'università, un sistema che crea gravi discriminazioni tra gli studenti e le studentesse del nostro paese. Siamo convinti che il merito sia tutt'altro e cioè la possibilità di garantire un vero diritto allo studio e pari opportunità in un sistema didattico di qualità. Chiediamo l'abrogazione immediata della legge che istituisce il numero chiuso.

E' imprescindibile dare un segnale di onestà e riconoscere gli errori fatti ritirando il decreto legge 137/08 e la legge 133.

Saremo in piazza insieme a tutto il movimento universitario, degli studenti medi, dei lavoratori e delle lavoratrici della conoscenza il giorno 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale della scuola.

Stiamo continuando a promuovere in modo del tutto pacifico, senza mai negare il diritto allo studio, forme di protesta che mirano alla sensibilizzazione di tutto il paese contro questi provvedimenti.

Questa non è una protesta ideologizzata, è una protesta che parla del nostro presente e futuro, che parla di noi stessi e delle nostre vite, della possibilità di avere una conoscenza al centro degli investimenti pubblici, motore di un positivo cambiamento del nostro paese.

In una fase di crisi globale dell'economia e delle relazioni sociali, non saremo noi a pagare la crisi!

L'Unione degli Studenti

mercoledì 22 ottobre 2008

LICEO SCIENTIFICO PITAGORA OCCUPATO

Salve a tutti,
sono contento di annunciarvi che dopo difficoltà e scontri la mia scuola (Liceo Scientifio "Pitagora"di Rende) è UFFICIALMENTE OCCUPATA!!! Ebbene si, proprio sull'orlo di "gettare la spugna" siamo riusciti a farci sentire grazie alla partecipazione di buona parte dell'istituto.
L'accaduto è stato riportato anche dall' Ansa , dal Corriere della sera, Repubblica e molti altri giornali:

"Proseguono e si intensificano le proteste degli studenti calabresi contro la riforma Gelmini. A Rende gli studenti del liceo scientifico Pitagora hanno occupato la loro scuola. Lo hanno reso noto loro stessi in un comunicato, precisando che si tratta di una "manifestazione pacifica, non attuata contro la scuola ma contro l'istituzione stessa, in questo caso nelle vesti del ministro Gelmini".

"La decisione è stata presa per due motivi: "il primo è concordante con le manifestazioni che stanno avvenendo nei licei di tutta Italia; il secondo, poiché alla richiesta di autogestione, nonostante sia stata organizzata nei minimi dettagli, è stata data una riposta negativa senza alcuna possibilità di trovare un punto di incontro". Al liceo scientifico di Catanzaro, invece, gli studenti hanno deciso per l'autogestione che proseguirà per tre giorni. Oggi, infine, a Reggio Calabria, in preparazione della manifestazione di protesta contro il decreto Gelmini, il collettivo studentesco "ad alta voce" del liceo scientifico "Leonardo Da Vinci" e gli studenti dello scientifico "Alessandro Volta", con la partecipazione di rappresentanze degli altri istituti cittadini, hanno promosso un'assemblea aperta."



"Sul fronte universitario, come fa sapere l'Unione degli Studenti, è fitto il calendario delle manifestazioni, in vista anche della manifestazione nazionale del 14 novembre, praticamente in tutta Italia: da Catania all'Aquila, da Perugia a Reggio Calabria e Catanzaro, e poi ancora previste assemblee anche a Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Teramo e Macerata. In fermento anche gli studenti delle medie superiori: a Rende, Cosenza, gli studenti del liceo scientifico Pitagora hanno occupato la scuola. Al liceo scientifico di Catanzaro, invece, gli studenti hanno deciso per l'autogestione che proseguirà per tre giorni, mentre a Reggio Calabria, assemblea aperta degli studenti dei licei Leonardo Da Vinci e Alessandro Volta. Cortei di studenti di scuole medie superiori si stanno inoltre svolgendo a Roma, in due zone diverse della capitale."

fonti: http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_22/studenti_proteste_occupazioni_decreto_gelmini_87e6a5f0-a02b-11dd-bdbb-00144f02aabc.shtml

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-2/torino-occupata/torino-occupata.html


http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronaca/32485/scuola-allarga-protesta-degli-studenti-occupato-liceo-rende.htm


Beh che dire...ora mi vado a preparare lo zaino con le provviste per la notte...
Appena torno pubblichero qualche immagine o video della nostra protesta!!!

Edit: FOTO OCCUPAZIONE DISPONIBILI

martedì 21 ottobre 2008

Tagli all'università, 40mila in corteo a FirenzeScontri tra polizia e studenti a Milano: tre feriti

Alla Sapienza occupate quattro facoltà. A Genova lezioni in piazzaA Bologna gli studenti occupano i binari della stazione

ROMA (21 ottobre) - Una giornata di manifestazioni e di scontri, quella di oggi, che ha visto scendere in piazza, ancora una volta, migliaia di studenti di numerosi atenei italiani, per protestare contro i tagli all'Istruzione. Secondo l'Udu (Unione degli universitari) sono stati 100mila gli studenti, i professori e i ricercatori che oggi hanno protestato nelle varie città italiane. «Il dato che emerge dalle assemblee ormai uguale in tutte le manifestazioni locali è la richiesta di abrogazione degli articoli 16 e 66 della legge 133 e l'esigenza di partecipare alla mobilitazione nazionale già lanciata per il 14 Novembre».Scontri a Milano: tre feriti. A Milano al termine dell'assemblea degli Stati generali delle facoltà dell'Università, che si è tenuta questa mattina in via Festa del Perdono, diverse centinaia di studenti hanno dato il via a una manifestazione spontanea. Il corteo, non autorizzato, si è incamminato per le vie del centro, bloccando il traffico. Poi ha raggiunto la stazione delle ferrovie Nord di piazzale Cadorna nel tentativo di occuparla e fermare i terni. All'ingresso dello scalo gli studenti hanno tentato di forzare il blocco delle forze dell'ordine. Ci sono stati scontri poco dopo le 15, quando i manifestanti hanno iniziato a spingere gli agenti, che hanno reagito a colpi di manganello. Il bilancio del tafferuglio è di tre feriti (due alla testa e uno al volto) e tre contusi. Firenze. In 40 mila, per la questura (almeno il doppio per gli organizzatori), gli studenti, i lavoratori e i ricercatori scesi in piazza a Firenze contro i tagli alla scuola. Il corteo è stato organizzato dai sindacati toscani di Flc Cgil, Cisl Università, Fir Cisl, Uil Pa ur, insieme alla rappresentanze degli studenti universitari. I giovani hanno cantato cori come "Tremonti non tagliare, la nostra cultura è da valorizzare" ed esposto striscioni e scritte «Contro la scuola dei padroni», sostenendo che «La ricerca si fa, non si distrugge». Alcuni hanno poi "chiesto l'elemosina" con il tipico cappellino universitario, altri hanno cartelli al collo con scritto "adotta un precario".A Bologna alcune centinaia di studenti dell'Università, dopo aver sfilato in corteo, hanno raggiunto la sede del Rettorato e vi hanno fatto irruzione. Studenti e Collettivi universitari hanno poi raggiunto la stazione ferroviaria e hanno occupato «simbolicamente» il primo binario dello scalo per una decina di minuti. Secondo la Questura, durante l'occupazione temporanea della stazione di Bologna c'è stato anche un lancio di pietre dei manifestanti contro la Polizia.A Genova. Pacifica la manifestazione di Genova, con lezioni condotte dai professori della facoltà di Lettere in strada. Il professore di storia contemporanea Antonio Gibelli ha tenuto il suo corso sulla prima guerra mondiale, spaziando sino a Vittorio Foa e l'assemblea Costituente, nella piazzetta davanti alla biblioteca universitaria in via Balbi. Sopra l'entrata della biblioteca lo striscione: «Contro l'università-fondazione portiamo in piazza la lezione - Facoltà genovese in lotta».Gli studenti incontrano Napolitano. A Roma una delegazione di studenti ha incontrato questa mattina nello studio del Rettore dell'università La Sapienza il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per consegnargli una lettera a nome di studenti, dottorandi e precari della ricerca. Nella lettera, che criticava i tagli del governo alle università, è stato chiesto al presidente di «prendere posizione, affinché il carattere pubblico della formazione non venga definitivamente dismesso». E con l'augurio che il presidente Napolitano «decida da che parte stare» e non abbandoni a se stessi scuola, università e ricerca pubblica. Dopo aver letto la lettera, Napolitano ha parlato con i ragazzi affermando che «ha apprezzato le modalità con cui gli studenti hanno espresso il loro pensiero, ha detto alla delegazione che l'università è una priorità del Paese, ma la sua funzione non è politica, per cui con la sua responsabilità morale risponderà ai ragazzi nei modi consentiti». Roma: alla Sapienza sit-in davanti al Rettorato. Scienze politiche, Lettere, Fisica e Chimica. Queste le quattro facoltà che sono state occupate da centinaia di studenti del primo ateneo romano come forma di protesta contro la legge 133 e i tagli all'università. Gli studenti, che questa notte dormiranno all'interno delle quattro strutture universitarie, spiegano di aver «messo in atto solo una prima forma di protesta, in attesa dell'assemblea di ateneo che si terrà domani alle 14, nella facoltà di Lettere. Qui decideremo come proseguire la protesta in maniera unitaria».In giornata si è svolto un sit-in davanti al Rettorato dell'Università: «Noi la crisi non la paghiamo» hanno urlato tutti in coro, mentre i rappresentanti dei collettivi di Scienze politiche e Fisica hanno spiegato: «Per noi il blocco della didattica è uno strumento con il quale l'università si dichiara contro la legge 133. Se il Senato non voterà questa misura, l'università la bloccheremo noi». A Napoli. Un corteo di studenti universitari e delle scuole superiori ha attraversato le strade del centro di Napoli. Il corteo si è concluso in prossimità della sede di Confindustria.A Palermo. Assemblee anche nelle facoltà dell'Università a Palermo per discutere della legge 133. Gli studenti hanno formato un nuovo corteo, dopo quello di lunedì, che si è diretto verso la sede della Prefettura. Oscurato il sito dell'università. Come aveva annunciato il rettore Silvestri ha oscurato il sito http://www.unipa.it/ dell'Università di Palermo in sostegno alla mobilitazione contro il decreto legge. Anche all'Università della Calabria sono estesi a quasi tutte le facoltà la discussione e il dibattito sugli impatti della legge 133. La facoltà di Scienze Politiche ha indetto un'assemblea per domani e le attività didattiche pertanto saranno sospese.Tra le altre manifestazioni a Cagliari è stata organizzata dall'Unione degli universitari (Udu) un'assemblea di ateneo. Assemblea anche all'Aquila alla facoltà di Economia. A Parma nel pomeriggio assemblee alle facoltà di ingegneria e lettere, e a Pavia a Scienze politiche. Assemblee anche a Perugia alle facoltà di Ingegneria e medicina.